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4 Novembre 2018 - Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate

 

Rivolgo il mio saluto ai rappresentanti delle associazioni dei combattenti e reduci, alle associazioni d'arma, a quelle degli invalidi civili e del lavoro, a tutte le associazioni della nostra città, alle autorità militari, civili e religiose, a tutti i cittadini presenti.

Oggi è la Festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, quest'anno ricorre il centesimo anniversario della Fine della Grande Guerra. La prima Guerra definita Mondiale, per aver visto scenari di battaglia in ogni continente: 70 milioni di uomini vi combatterono, 9 milioni caddero in battaglia, oltre 7 milioni di vittime civili, milioni i mutilati. Durante la Guerra oltre 650 mila nostri giovani Italiani persero la Vita.

Il mondo non fu più lo stesso, cambiò per una guerra terribile e sanguinaria. La pace che nacque portò in grembo le cause della Seconda Guerra e dei genocidi che successivamente vi furono perpetuati.

Ma dopo la tragedia della Grande Guerra si volle istituire la Festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, a significare l'intima relazione tra queste due parti: infatti non vi può essere Unità del nostro Paese, l'ITALIA, la nostra PATRIA, senza la presenza delle nostre Forze Armate. E dall'altra parte non possono esistere le nostre Forze Armate se non nell'interesse dell'ITALIA, di tutto il paese UNITO a cui devono riferirsi, che devono rappresentare e garantire.

Con questo spirito, questa Festa ha percorso epoche storiche diverse e complesse, preservando l'originaria finalità e positività.

Infatti questa Festa ha come simboli questi Monumenti, testimonianze VIVE delle giovani VITE donate alla PATRIA. I nomi di questi giovani sono scritti sulla Pietra del Monumento, questo Monumento come tutti quelli che si trovano in ogni Comune d'ITALIA sono stati voluti per ricordare tutti i caduti di ogni guerra, per fare MEMORIA dei giovani che in diverse epoche hanno servito e costruito il proprio paese, l'ITALIA, rispondendo con senso di RESPONSABILITA' e senso del DOVERE. Non dobbiamo dimenticarli, non dobbiamo dimenticare. Essi sono e devono restare esempio per tutti noi.

In queste ultime settimane abbiamo voluto fare memoria della Grande Guerra vista con gli occhi della Pace. Non abbiamo dimenticato quella generazione di giovani Italiani che Vivono ancora nei nostri ricordi, nei ricordi delle loro famiglie e nelle pietre vive dei Monumenti e guidati dalla necessità del ricordo abbiamo voluto allacciare rapporti di fraterna stima e amicizia con un Comune dell'Austria dove è sepolto da 100 anni un nostro concittadino che era stato portato in un campo di prigionia.

Quest'anno all'inizio delle Lezioni Scolastiche ho parlato ai nostri ragazzi di Responsabilità, un termine il cui significato è racchiuso nella sua stessa etimologia: viene infatti dal latino respondere, cioè rendere conto delle proprie azioni e farsi carico delle loro conseguenze. La stessa responsabilità emersa durante il ciclo di conferenze che abbiamo organizzato nelle ultime due settimane per la Grande Guerra, in queste serate infatti spesso ho riflettuto su quanto i racconti di questi Ragazzi nati alla fine dell'800 che spesso sono andati incontro alla morte con eroica consapevolezza, sono un Esempio chiaro, limpido e attuale del senso di RESPONSABILITA' civile e morale che possiamo proporre ai nostri giovani.

In una società contemporanea in cui si fa fatica a ritrovare valori, sentimenti e modelli possiamo offrire le storie di giovani che hanno risposto come è scritto su tutti i Gradini al Sacrario di Redipuglia: "PRESENTE", era una risposta di RESPONSABILITA'. Oggi il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà in visita proprio in quel luogo che conserva le spoglie di 100.000 Giovani Italiani.

Speriamo che in futuro si possa riavere un Servizio Civile, di Protezione e di Difesa Nazionale in cui Ragazze e Ragazzi per alcuni mesi prestino servizio alla Comunità Nazionale e Locale. C'è ancora bisogno di Responsabilità e Dovere.  

Oggi vogliamo costruire la PACE. L'Europa è il nostro riferimento, l'Europa dei Popoli eredità degli ultimi 70 anni di Pace dopo due sanguinosi conflitti mondiali.

Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Robert Schuman sono i padri dell'Europa, uomini provenienti dalle regioni di Confine, dotati di una vissuta fede cristiana, tre statisti dotati di una connaturata propensione al dialogo ed all'incontro, vissero con sobrietà e rigore. Sapevano ascoltare.

Le parole di Robert Schuman: «La pace mondiale non potrebbe essere salvaguardata senza sforzi proporzionali ai pericoli che la minacciano. L'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto. La fusione delle produzioni di carbone e di acciaio cambierà il destino di queste regioni che per lungo tempo si sono dedicate alla fabbricazione di strumenti bellici di cui più costantemente sono state le vittime».

La nostra presenza qui oggi esprime la riconoscenza per tutti coloro che operano quotidianamente al servizio dello Stato per difendere i valori di Unità, Democrazia e Giustizia. Oggi festeggiamo le Forze Armate, che nella nostra Repubblica sono dedicate alla sicurezza interna e alla ricerca della pace a livello internazionale.

Ogni giorno oltre 300.000 nostri Concittadini sono impegnati per rendere Sicure le nostre Città, i nostri Territori, per difendere chi è più debole, non possiamo non ricordare che il compito prioritario delle Forze Armate è la difesa dello Stato, di tutti noi, il loro compito è quello di operare per realizzare la pace e la sicurezza in conformità con i trattati internazionali a cui l'Italia aderisce. Nello spirito dell'articolo 11 della Costituzione "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali"

Le nostre Forze Armate concorrono alla salvaguardia delle libere Istituzioni e svolgono compiti specifici in circostanze di calamità e in altri casi di straordinaria necessità e urgenza. Come non ricordare l'impegno delle Forze Armate in ogni scenario di calamità naturale.  Le nostre Forze Armate svolgono dal lontano 1982 un ruolo fondamentale in tante missioni internazionali nell'ambito dei mandati ONU, NATO o dell'UNIONE EUROPEA, solo quest'anno sono oltre seimila i militari impiegati in 50 missioni attive. Sono in 21 paesi distribuiti tra Asia, Europa ed Africa. Siamo con i nostri contingenti in situazioni complesse dove si cerca di ricostruire convivenze e partecipare ai processi di disarmo oltre che prevenire il riaccendersi di focolai di guerra; tutelando e proteggendo le popolazioni civili che si trovano coinvolte.

Auspichiamo che si riconosca il fondamentale ruolo svolto dalle nostre Forze Armate, Investire nella Difesa non significa sprecare denaro pubblico, significa operare scelte oculate che servono a rendere l'Italia un Paese più sicuro, in uno scenario internazionale dove a partire dal vicino Mediterraneo si riaffacciano nazionalismi e preoccupanti scenari di guerra e di terrorismo.

Con questi sentimenti ringrazio quanti hanno voluto essere presenti alla celebrazione di questa ricorrenza.

 Viva le Forze Armate, viva la Repubblica, viva l'Unità d'Italia.

Bresso, 4 Novembre 2018

Simone Cairo
Sindaco di Bresso