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Contributo regionale di 700 euro per apparecchi per i denti

La Regione Lombardia prevede un contributo economico per i ragazzi tra i 10 e i 16 anni che necessitano di apparecchio dentale.

APPARECCHI ORTODONTICI

Per accedere a questi contributi gli adolescenti beneficiari dovranno: 
- essere assistiti del Servizio Sanitario Regionale lombardo ed essere residenti da almeno 3 anni in Lombardia;
- avere un indice di necessità di trattamento ortodontico (IONT) di grado 4 o 5 (difetto di allineamento tra i denti superiori e quelli inferiori con masticazione scorretta e conseguenti implicazioni negative sulla articolazione della mandibola e più complessivamente sulla postura);
- far parte di una famiglia in classe ISEE < 18.000 (ad esempio, famiglie di 4 persone con reddito lordo di 50.000 euro e casa di proprietà);
- usufruire del servizio presso una delle 263 strutture pubbliche e private che in regione sono accreditate ed a contratto per la branca specialistica in odontoiatria;
- produrre secondo le modalità di legge la giustificazione dei costi sostenuti.
Per un trattamento di tipo completo di 3 anni, di cui 2 con apparecchio fisso e 1 con apparecchio mobile, il contributo della Regione è di 700 euro (su un costo che mediamente si aggira tra i 1400-1800 euro).

TEMPI DI ATTESA

Per le prime visite il tempo massimo di attesa deve essere di 30 giorni e per gli esami di 60 giorni dalla prescrizione.
In più, i medici di famiglia e i pediatri, qualora ritengano ci sia un caso di urgenza, possono richiedere che la prestazione sia garantita entro 72 ore dalla prenotazione, con l'applicazione del "bollino verde". Vi sono inoltre classi di persone come i pazienti a rischio oncologico e cerebro - cardiovascolare per le quali sono previsti tempi molto brevi di attesa per visite e prestazioni che vanno dai 10 ai 20 giorni.
A questo si aggiunge la decisione presa con una delibera di giugno secondo cui le  strutture che non rispettano i tempi d'attesa sulle patologie a rischio devono sospendere l'attività in libera professione, cioè a pagamento, finché non rientrano nei tempi stabiliti. Questo riguarda le prestazioni cosiddette "extra budget" (senza alcuna limitazione di rimborso), la maggior parte delle quali sono per i pazienti oncologici. Sempre con la delibera di giugno è stato stabilito che per tutte le altre prestazioni, la differenza tra le liste d'attesa in regime di Servizio Sanitario Nazionale e le liste d'attesa in regime di solvenza/libera professione non può essere superiore a 30 giorni.