6 DICEMBRE. GIORNATA IN MEMORIA DEI CADUTI SUL LAVORO.

IL DISCORSO DEL SINDACO:

Oggi ci incontriamo davanti alla casa di tutti i cittadini in occasione della giornata in memoria dei morti sul lavoro dedicata a Lin Luli, nostro concittadino perito sul luogo di lavoro il 30 luglio 2009. Lo facciamo il 6 dicembre per ricordare il tragico evento del 2007, quando 7 lavoratori della Thyssen Krupp perirono durante il loro turno di lavoro dopo atroci sofferenze.

Il diritto e la tutela del lavoro, nonostante la drammatica crisi di questi anni, hanno rappresentato e rappresentano i due pilastri del nostro impianto costituzionale: vanno mantenuti in egual misura al centro dell'impegno della Repubblica e delle sue Istituzioni.

E' doveroso ricordare, però, che per l'affermazione piena di tali diritti siamo ancora lontani da traguardi conclusivi e da conquiste consolidate.

Il punto di partenza della nostra riflessione, in questa giornata di ricordo, parte da un richiamo, anche in un contesto profondamente mutato, di alcuni punti di riferimento fondamentali sul piano sociale e sul piano ideale:

·  Concetto stesso di mondo del lavoro: non può considerarsi superato per effetto della sua pure innegabile trasformazione e frammentazione avvenuta nel tempo.
·  Vincoli di solidarietà: rimangano immutati nel tempo, come la forza rappresentativa, che caratterizza l'universo di milioni di italiani impegnati in attività lavorative nuove e diverse.
·  Vero strumento dell'individuo per affrancare se stesso nel contesto della società: non è pensabile che un moderno sviluppo dell'economia e della società italiana possa prescindere dal lievito morale e dall'impulso produttivo dell'aspirazione e dell'attaccamento  al lavoro.

Quando trattiamo questi temi, quando parliamo di lavoro, la triste attualità ci porta a riflettere su uno dei più gravi ed irrisolti problemi della società moderna, la sicurezza nei luoghi di lavoro e la tutela della salute delle lavoratrice e dei lavoratori.
Nonostante il mutato quadro normativo, non esistono soluzioni radicali e immediate, dobbiamo sentire tutto il peso e la responsabilità per il fatto che il numero totale degli infortuni  resta poco sotto il milione l'anno e che il numero di quelli mortali permane altissimo, nonostante la progressiva mancanza di lavoro.

La tutela della salute nei luoghi di lavoro è il primo grande diritto di cittadinanza.
Deve quindi essere espressione più immediata e più concreta della salute e della promozione del benessere del cittadino.

Il troppo spesso violato art.1 della nostra carta costituzionale, la più bella del mondo, recita" L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro".
Il lavoro è fonte di dignità per ciascuna persona e la salute nei luoghi di lavoro è elemento imprescindibile affinchè l'uomo consolidi la sua dignità.

Recentemente il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto esprimere un concetto molto importante che condivido:
gli incidenti sul lavoro sono un forma di disuguaglianza sociale, perché ledono un diritto sacrosanto e inalienabile nel tempo.

"La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto".
Dice questo la nostra Costituzione.
Mettere il lavoro a fondamento della nostra Repubblica non è un fatto superato, un retaggio del passato:
il valore del lavoro non può essere una cosa che passa di moda. 
 
E' la chiave di un economia sociale, che mette al centro di tutto la vita e la dignità della persona.

Il nostro impegno in questo campo è come l'orizzonte: un traguardo che non raggiungeremo mai.

Almeno fino a quando ci sarà anche una sola persona a morire di lavoro.
 

Il Sindaco Ugo Vecchiarelli